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Le case di cura dove esegue gli interventi, con il percorso Fast Track.

Tutte le strutture dove opera

Specializzazioni · Percorso Fast Track

Il percorso Fast Track, tappa per tappa.

Fast Track vuol dire recupero rapido: un modo di organizzare l'intervento di protesi di anca e ginocchio in cui il paziente è protagonista. Si arriva preparati, ci si alza già il giorno dell'intervento quando è possibile, si torna a casa con obiettivi chiari. Qui il percorso è raccontato giorno per giorno, con i video del dottor Lorenzo Filippone.

Dal 2018 responsabile del percorso Fast Track per le protesi di anca e ginocchio alla Casa di Cura San Camillo di Forte dei Marmi.

  • 7 tappe
  • 7 video del dottore
  • Protesi di anca e ginocchio
  • Fino ai controlli a un anno

Il metodo

Quattro idee, un solo percorso.

Il protocollo nasce per accorciare i tempi del recupero senza rinunciare alla sicurezza: ogni giorno ha i suoi obiettivi e il paziente sa sempre che cosa lo aspetta.
  • Informazione

    Lezioni preoperatorie e materiali scritti: si arriva all'intervento sapendo che cosa succederà, giorno per giorno.

  • Anestesia e dolore

    Anestesia spinale e una terapia del dolore che unisce più farmaci, per stare abbastanza bene da muoversi presto.

  • Movimento

    La fisioterapia inizia il giorno stesso dell'intervento e il paziente ne è protagonista, non spettatore.

  • Continuità

    Dopo la dimissione la fisioterapia prosegue a casa, con controlli programmati fino a un anno dall'intervento.

Il percorso

Sette tappe, con la voce del dottore.

Per ogni tappa un breve video del dottor Filippone, i punti essenziali e i dettagli pratici. Tempi e obiettivi sono indicativi: dipendono dalle condizioni di ciascun paziente.

01Prima dell'intervento

Arrivare preparati

Conoscere ogni passaggio prima di entrare in sala operatoria aiuta ad affrontare l'intervento e il recupero con più serenità: informazioni, esami e una casa pronta per il rientro.

Il dottore spiega questa tappa: leggi la trascrizione

Il preoperatorio è un momento fondamentale, perché il paziente deve raccogliere, attraverso un incontro con il suo medico curante, tutte le informazioni riguardo le patologie di cui soffre, le eventuali allergie e le medicine che assume. Inoltre verrà contattato per assistere alla lezione preoperatoria. Infine eseguirà gli esami preoperatori insieme all'internista e all'anestesista.

  • Con il medico curante si raccolgono patologie, allergie e farmaci che si assumono.
  • La lezione preoperatoria, con un medico e un fisioterapista: si consiglia di venire con un familiare.
  • Il pre-ricovero: esami del sangue, elettrocardiogramma, radiografie e visite con l'internista e l'anestesista.
  • A casa: via tappeti e ostacoli, una seduta alta con i braccioli, lo spazio per muoversi con le stampelle.

L'obiettivoArrivare al giorno dell'intervento informati, con gli esami fatti e la casa pronta.

Nel dettaglio

La lezione preoperatoria

Alcuni giorni prima dell'intervento si partecipa a due incontri di circa un'ora: con il medico si parla di come prepararsi, di cosa aspettarsi, di come si controlla il dolore e di come si prevengono le complicanze; con il fisioterapista si imparano gli esercizi da fare prima e dopo l'intervento e come alzarsi dal letto in sicurezza. In quell'occasione si ricevono l'informativa sull'intervento, da leggere con calma, e un opuscolo con le istruzioni.

Il pre-ricovero

Dura una mattinata o una giornata: prelievo del sangue, elettrocardiogramma, radiografie dell'articolazione e del torace, colloqui con l'anestesista e con l'internista. È il momento di riferire le malattie attuali e passate e le allergie (a farmaci, alimenti, metalli, lattice, cerotti, disinfettanti allo iodio), con l'elenco aggiornato dei farmaci e delle dosi.

Farmaci e infiltrazioni

Nei mesi che precedono l'intervento non si fanno infiltrazioni nell'articolazione da operare (di norma da tre mesi prima). Antinfiammatori, anticoagulanti e altri farmaci si sospendono o si modificano solo secondo le indicazioni ricevute dai medici.

Infezioni e pelle
  • Avvisare l'équipe della struttura in caso di infezioni in corso (denti, vie urinarie, vie respiratorie) o di bruciore a urinare.
  • Nei giorni prima, se indicato, una doccia serale con un detergente antisettico.
  • Evitare graffi e piccole ferite; niente pedicure, depilazione o smalto nei giorni che precedono l'intervento.
Alimentazione e digiuno

Nelle settimane prima conviene mangiare sano e tenere sotto controllo il peso; eventuali integratori vanno segnalati al pre-ricovero. La sera prima è indicata una cena leggera; il digiuno dalla mezzanotte e i liquidi consentiti il mattino dell'intervento si seguono come indicato dall'anestesista, che dice anche quali farmaci prendere con un sorso d'acqua.

Che cosa portare
  • I farmaci che si assumono abitualmente e l'elenco delle allergie
  • Esami e radiografie dell'articolazione da operare
  • Due stampelle (bastoni canadesi)
  • Maglietta a maniche corte, pantaloncini e tuta
  • Calzini antiscivolo e scarpe basse, chiuse e comode, meglio con lo strappo
  • Documenti e consenso informato firmato; niente oggetti di valore
La casa per il rientro
  • Togliere tappeti e scendiletto; niente cera sui pavimenti nel primo mese
  • Liberare i mobili su cui ci si può appoggiare
  • Una seduta alta, comoda e con i braccioli, e almeno 60 cm liberi intorno al letto
  • Una cyclette, ghiaccio in gel grande in freezer o un dispositivo per ghiaccio e compressione

02Giorno 0

Il giorno dell'intervento

Il ricovero di solito è al mattino presto. Dopo l'intervento, quando le condizioni lo permettono, il fisioterapista aiuta a fare i primi passi già nel pomeriggio.

Il dottore spiega questa tappa: leggi la trascrizione

Il giorno zero è il giorno dell'intervento. Il paziente viene accolto dal personale infermieristico nella clinica e viene fatto accomodare nella sua stanza. Solitamente il ricovero avviene molto presto al mattino. Viene compilata la cartella clinica e successivamente il paziente viene preparato per andare in sala operatoria. Tre ore dopo l'intervento un fisioterapista viene in stanza per valutare lo stato clinico del paziente, per iniziare con gli esercizi di mobilizzazione dell'arto. Al termine della seduta il paziente viene messo in piedi ed inizia a deambulare con due stampelle e l'aiuto del fisioterapista.

  • Accoglienza in reparto, cartella clinica e preparazione per la sala operatoria.
  • Anestesia spinale (generale solo in casi selezionati); se lo si desidera, una sedazione per riposare.
  • Dopo l'intervento circa 45 minuti di osservazione, poi il rientro in stanza.
  • Circa tre ore dopo il fisioterapista inizia gli esercizi e aiuta a fare i primi passi con due stampelle.

L'obiettivoAlzarsi e fare i primi passi, con il fisioterapista.

Nel dettaglio

L'ingresso in reparto

Ci si presenta all'accettazione con un po' di anticipo sull'orario comunicato; in alcuni casi il ricovero è il giorno prima. In reparto l'infermiere misura i parametri e, se servono, esegue un prelievo e un elettrocardiogramma.

L'anestesia

In sala operatoria l'anestesista prepara un accesso in vena ed esegue l'anestesia spinale, una piccola iniezione nella schiena che addormenta soprattutto la gamba da operare e dura poco più dell'intervento, per tornare a muoversi presto. Per tutto l'intervento i parametri sono monitorati e l'anestesista resta accanto al paziente.

Dopo l'intervento

Dopo una radiografia di controllo si resta in osservazione in una sala con i monitor, poi si torna in stanza. Qualche ora dopo si può fare un pasto leggero.

Il dolore

Il dolore si controlla con più strumenti insieme: farmaci prima dell'intervento, anestetico locale durante, terapia a orari stabiliti dopo. Se non basta, si può chiedere una dose in più: l'obiettivo è stare abbastanza bene da muoversi.

Ghiaccio e compressione

Il freddo sull'articolazione operata riduce infiammazione e gonfiore: si usa spesso nei primi giorni e poi in sedute di circa 30 minuti, 4-5 volte al giorno, per le prime tre settimane. I dispositivi che uniscono ghiaccio e una leggera compressione si trovano nei negozi di articoli sanitari, anche a noleggio.

03Giorno 1

Il primo giorno dopo

Due sedute di fisioterapia, al mattino e al pomeriggio. Non si è passivi: il fisioterapista guida e controlla, gli esercizi si fanno da soli.

Il dottore spiega questa tappa: leggi la trascrizione

Nel giorno 1 il paziente inizia il suo duro percorso di riabilitazione con due sedute giornaliere di fisioterapia, mattina e pomeriggio. Non saranno però sedute in cui il paziente sarà passivo, bensì sarà stimolato ad eseguire gli esercizi da solo, soltanto controllato dal fisioterapista. La deambulazione sarà più intensa e, se la risposta del paziente sarà buona, nel pomeriggio si potranno già effettuare i primi esercizi per salire le scale.

  • Al mattino esercizi di movimento e di rinforzo della gamba operata.
  • Si impara a spostarsi dal letto alla sedia e al bagno e a usare stampelle o deambulatore.
  • Al pomeriggio più cammino e, se la risposta è buona, i primi esercizi sulle scale.
  • Dopo ogni seduta, ghiaccio e compressione.

L'obiettivoSpostarsi e fare i trasferimenti in autonomia.

04Giorno 2

Più autonomia

Al mattino gli esami del sangue aiutano a dosare l'intensità della fisioterapia. Il lavoro dei giorni precedenti rende già in parte autonomi.

Il dottore spiega questa tappa: leggi la trascrizione

Nel giorno 2, al mattino, vengono valutati gli esami del sangue per regolare la durezza della fisioterapia. Normalmente non vi è una perdita di sangue importante, per cui i pazienti sono energici. La fisioterapia prosegue con le stesse modalità del giorno precedente, anche se il paziente, grazie al lavoro svolto sin dal giorno 0, risulta già essere parzialmente autonomo. Solitamente il personale medico e fisioterapico stimola il paziente ad ambulare da solo durante la giornata. Verranno, infine, svolti nuovamente esercizi per le scale.

  • Esercizi di movimento e rinforzo, ripasso dei trasferimenti.
  • Le scale in salita e in discesa.
  • Le attività di tutti i giorni: vestirsi e lavarsi da soli.
  • Durante la giornata si cammina anche da soli, non solo in seduta.

L'obiettivoCamminare per circa 60 metri, fare le scale e le attività di base in autonomia.

05Giorno 3

Il ritorno a casa

Se i criteri di autonomia sono raggiunti, la dimissione avviene tra la tarda mattinata e il primo pomeriggio. Può essere anche il secondo giorno, o più avanti: dipende dal decorso.

Il dottore spiega questa tappa: leggi la trascrizione

Il giorno 3 è il giorno della dimissione. Al mattino vengono ripetuti gli esami del sangue. Il personale medico controlla i valori del paziente e il suo livello di dolore, che è generalmente basso, grazie sia alla terapia con ghiaccio sia ai farmaci. Il fisioterapista effettua 4 test che valutano l'autonomia del paziente nella vita quotidiana. Se vengono superati, in tarda mattinata o nel primo pomeriggio, il paziente viene dimesso.

  • Al mattino si ripetono gli esami del sangue.
  • Il medico controlla i valori e il livello di dolore.
  • Il fisioterapista esegue quattro prove sull'autonomia nella vita quotidiana.
  • Alla dimissione si ricevono la lettera con le indicazioni, le date dei controlli e un numero da chiamare.

L'obiettivoSuperare le prove di autonomia e tornare a casa in sicurezza.

Nel dettaglio

I criteri per la dimissione
  • Autonomia nelle attività di base della vita quotidiana
  • Passare dal letto alla poltrona da soli
  • Andare in bagno da soli
  • Camminare con le stampelle per circa 70 metri
  • Fare due rampe di scale

06Dopo la dimissione

Il recupero a casa

Il periodo dopo l'intervento conta quasi quanto l'intervento stesso: la fisioterapia riprende entro pochi giorni, per non perdere i progressi fatti in ricovero.

Il dottore spiega questa tappa: leggi la trascrizione

Il periodo post-operatorio è quasi più importante di quello operatorio. Il paziente deve iniziare entro 2-3 giorni dalla dimissione nuovamente la fisioterapia, per non perdere tutti i miglioramenti fatti nel ricovero. A 7 giorni dall'intervento dovrà ripetere gli esami del sangue e dovrà essere scrupoloso nel prenotare i controlli indicati nella lettera di dimissione. Particolare attenzione dovrà essere data alla medicazione della ferita. In caso di problemi, contattare immediatamente il numero indicato in lettera di dimissione.

  • Fisioterapia entro 2-3 giorni dalla dimissione, di solito 2-3 volte alla settimana per il primo mese.
  • Esami del sangue a una settimana dall'intervento, come indicato nella lettera di dimissione.
  • Ghiaccio in sedute di circa 30 minuti, 4-5 volte al giorno, per le prime tre settimane.
  • I controlli si prenotano per tempo, seguendo la lettera di dimissione.

Nel dettaglio

In bagno e sotto la doccia

Per sedersi sul water si usa la stessa tecnica della sedia, cercando appoggi sicuri per le mani; se il water è basso aiuta un rialzo ben fissato. Nelle prime settimane si evita la vasca, per il rischio di scivolare: meglio la doccia, eventualmente seduti su una tavola da bagno.

La ferita e il cerotto

Il cerotto si cambia, con uno sterile e senza mettere liquidi o creme sulla ferita, solo se si stacca fino a scoprirla o se è sporco. Se è macchiato di sangue per più di metà, va avvisata l'équipe della struttura.

Gonfiore ed ematomi

È normale che l'articolazione resti gonfia e che compaiano lividi, anche lontano dalla zona operata: ghiaccio e gamba sollevata aiutano.

Le stampelle

Alla dimissione se ne usano due, di solito per le prime 2-4 settimane; poi una, dal lato non operato, per altre 2-4 settimane. Ognuno ha i suoi tempi.

Cyclette, bicicletta e sport

Dopo la protesi di ginocchio la cyclette aiuta a recuperare la flessione, ma all'inizio bastano 2-3 minuti per volta: pedalare a lungo aumenterebbe gonfiore e dolore. Il tempo cresce dopo 6-10 settimane, quando si può tornare anche alla bicicletta, facendo attenzione nel fermarsi e ripartire. Camminate impegnative, tennis e altri sport si riprendono di solito tra il sesto e il dodicesimo mese, secondo le indicazioni dei controlli.

Guidare l'auto

Appena dimessi non si guida. In genere si riprende dalla quarta-sesta settimana, dopo il parere del medico, con tragitti brevi e solo se necessario, allungandoli poco per volta.

07Le visite di controllo

I controlli

Le visite di controllo aiutano a risolvere per tempo eventuali problemi e, a ogni appuntamento, il dottore indica che cosa si può riprendere a fare.

Il dottore spiega questa tappa: leggi la trascrizione

Effettuare le visite di controllo è determinante per ottenere il massimo risultato dall'intervento. Aiuta a risolvere eventuali problemi che possono subentrare in corso d'opera, senza perdere tempo. Inoltre, ad ogni controllo, si ottengono delle libertà in più, che, al contrario, non possono essere prese autonomamente.

  • Verso le 3 settimane: controllo della ferita, rimozione dei punti se presenti, indicazioni per le settimane successive.
  • A 45 giorni: il controllo ortopedico, di solito senza radiografie.
  • A 6 e 12 mesi: controllo con radiografie in piedi, sotto carico, in due proiezioni.
  • Le date sono nella lettera di dimissione; visite e radiografie si prenotano con un po' di anticipo.

L'obiettivoVerificare che tutto proceda bene e riprendere le attività un passo alla volta.

Dopo la dimissione

Quando contattare l'équipe.

Nei giorni a casa alcuni segnali vanno riferiti subito all'équipe medica della struttura in cui si è stati operati: il numero da chiamare è nella lettera di dimissione, insieme alle date dei controlli.

Domande frequenti

Prima di iniziare.

Le domande più frequenti sul percorso. Durante la visita il dottore valuta con te se è adatto al tuo caso.

Il percorso Fast Track è adatto a tutti?

Si valuta caso per caso, durante la visita e il pre-ricovero: contano le condizioni generali, il tipo di intervento e il supporto che si ha a casa. Anche quando i tempi sono più lunghi, i principi del percorso restano gli stessi.

Vale sia per l'anca sia per il ginocchio?

Sì: il percorso è pensato per le protesi di anca e di ginocchio. Cambiano alcuni esercizi e alcune indicazioni, che vengono spiegate durante il ricovero.

Quanto si resta in ospedale?

Di solito tre giorni: la dimissione avviene quando si raggiungono i criteri di autonomia, a volte già il secondo giorno, a volte più tardi.

Serve qualcuno a casa nei primi giorni?

È consigliato: un familiare o una persona vicina aiuta nelle prime settimane. Per questo alla lezione preoperatoria si consiglia di venire accompagnati.

Dove si svolge?

Nelle case di cura dove il dottor Filippone opera. Del percorso alla Casa di Cura San Camillo di Forte dei Marmi è responsabile dal 2018; alcune modalità possono cambiare da una struttura all'altra.

Dove si svolge

Cinque case di cura, un solo metodo.

Il dottor Filippone opera in Emilia-Romagna e in Toscana. Le prime visite si fanno in tutte le 19 strutture in cui visita; alcune modalità del percorso possono cambiare da una casa di cura all'altra.

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La segreteria del dottor Filippone fissa visite e controlli in tutte le strutture: indica la città più comoda e trovi la prima data disponibile.

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Dal lunedì al venerdì, 08:00 - 20:00

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